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eclipsed
le luci fanno ricordare le meccaniche celesti


Diario


28 maggio 2008

On my own

C'era ancora qualche briciola di speranza irrazionale, un sogno che a volte torna ancora prepotente.
Ma in fondo sapevo che sarebbe andata così.

Buon Sant'Emilio a tutti.



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25 maggio 2008

Domenica pomeriggio

Da qualche giorno, non so perché (o forse sì, perché dal tuo diarietto datato autunno 2005 saprai che amo le date particolari e le ricorrenze), sei tornata prepotentemente dentro di me.

Oggi è una domenica pomeriggio come ormai tante altre.
Quelle romane per me, e a far chissà cosa per te.
Quelle che se non trovo amici disponibili passo qui in casa a pensare, ché mi sono svegliato presto e ho finito di lavorare. E nei centri commerciali ho ormai comprato tutto ciò che mi possa servire (servire... parole grosse).

Un tempo, ormai così lontano, invece, la domenica pomeriggio era sacra: mano nella mano, negozi, cosa va di moda quest'anno, Feltrinelli, aperitivo, girare a sinistra verso quello di Furla e scapparne perché sennò ti avrei regalato qualcosa.
La speranza che quella rosticceria fosse aperta, che ormai era una consuetudine anche se sapevamo che era sempre chiusa. Ma era la scusa per farti vedere quel negozio che ti piaceva tanto. Chissà se l'avevo capito solo io, o entrambi, ma lo facevamo lo stesso.
La pizza unta, il tuo strizzare gli occhi, il salutino, la promessa di vederci dopo cinque giorni.
La malinconia, spezzata dal caffé al primo autogrill con lo scambio di sms che esaltava quei momenti piccoli piccoli.
E quella volta del cagnolone solitario.

Quanto tempo è passato. Quanto tempo.
Sono ormai solo ricordi di un passato che non torna più.
Sto cercando di dimenticarti, sto cercando di non pensare più alla meraviglia speciale che c'è stata. Se ci penso mi innamoro ancora... ma non posso continuare ad innamorarmi di te se non lo vuoi più.
A volte non so come fare, a volte quei momenti riaffiorano, basta vedere una Panda verde o pensare a Raikkonen (quella sera in cui scoprimmo che era campione... per me ormai Raikkonen vuol dire pizza insieme a te, sempre), giocare col mio pupazzetto verde, vedere un cagnolino, vedere gente che non sa parlare in italiano o una coppia che non parla, tristi nella loro pochezza.

A volte spero... o sogno, non so, che tu possa pensare anche solo un secondo al giorno a quella meraviglia speciale.
A volte sogno che tu possa sentire forte la grandezza di ciò che abbiamo vissuto. Anche se le poche cose che vedo, la razionalità, le tue scelte... mi fanno capire che invece... invece.
E vabbé, basta.

Ma ci sono sentimenti che non si possono controllare. Ci sono sentimenti che ci invadono, ci riempiono l'anima e la vita, e a seconda di quello che accade portano alla gioia infinita o alla malinconia.
Il mio sentire è ancora quello, anche se provo a fare altro.
E' totale come è sempre stato e come è cresciuto insieme a te.
Non riesco ancora a controllarlo del tutto.

Ti dedicherei ancora le stesse poesie, ti dedicherei ancora le stesse canzoni, anche se forse non sei più quella persona.
Perché tu sei questo, per me:

Tu vivi sempre nei tuoi atti.
Con la punta delle dita
sfiori il mondo, gli strappi
aurore, trionfi, colori,
allegrie: è la tua musica.
La vita è ciò che tu suoni.
Dai tuoi occhi solamente
emana la luce che guida
i tuoi passi. Cammini
fra ciò che vedi. Soltanto.
E se un dubbio ti fa cenno
a diecimila chilometri,
abbandoni tutto, ti lanci
su prore, su ali,
sei subito lì; con i baci,
coi denti lo laceri:
non è più dubbio.
Tu mai puoi dubitare.
Perché tu hai capovolto
i misteri. E i tuoi enigmi,
ciò che mai potrai capire,
sono le cose più chiare:
la sabbia dove ti stendi,
il battito del tuo orologio
e il tenero corpo rosato
che nel tuo specchio ritrovi
ogni giorno al risveglio,
ed è il tuo. I prodigi
che sono già decifrati.
E mai ti sei sbagliata,
solo una volta, una notte
che t'invaghisti di un'ombra
- l'unica che ti è piaciuta -
Un'ombra pareva.
E volesti abbracciarla.
Ed ero io.

Sostanza dei sogni miei... :***





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24 maggio 2008

Oggi va così





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23 maggio 2008

Una volta

...qui era tutta campagna.

conosci un altro modo per fregar la morte?


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13 maggio 2008

Oggi

...come se me lo sentissi.


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3 maggio 2008

Grazie Lollo, grazie Mazzei

Quando tutte le parole sai che non ti servon più
quando sudi il tuo coraggio per non startene laggiù
quando tiri in mezzo Dio o il destino o chissà che
che nessuno se lo spiega perché sia successo a te
quando tira un pò di vento che ci si rialza un pò
e la vita è un pò più forte del tuo dirle "grazie no"
quando sembra tutto fermo la tua ruota girerà.

Sopra il giorno di dolore che uno ha.
Tu tu tu tu tu tu...

Quando indietro non si torna quando l'hai capito che
che la vita non è giusta come la vorresti te
quando farsi una ragione vorrà dire vivere
te l'han detto tutti quanti che per loro è facile
quando batte un po' di sole dove ci contavi un pò
e la vita è un po' più forte del tuo dirle "ancora no"
quando la ferita brucia la tua pelle si farà.

Sopra il giorno di dolore che uno ha.
Tu tu tu tu tu tu tu tu tu...

Quando il cuore senza un pezzo il suo ritmo prenderà
quando l'aria che fa il giro i tuoi polmoni beccherà
quando questa merda intorno sempre merda resterà
riconoscerai l'odore perché questa è la realtà
quando la tua sveglia suona e tu ti chiederai che ora è
che la vita è sempre forte molto più che facile
quando sposti appena il piede lì il tuo tempo crescerà

Soprail giorno di dolore che uno ha
Tu tu tu tu tu tu tu tu tu...




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3 maggio 2008

Quanto è difficile...

...quanto.




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1 maggio 2008

Pablo ne sa

Posso scrivere i versi più tristi stanotte.

Scrivere, per esempio. "La notte è stellata,
e tremano, azzurri, gli astri in lontananza".

E il vento della notte gira nel cielo e canta.

Posso scrivere i versi più tristi stanotte.
Io l'ho amata e a volte anche lei mi amava.

In notti come questa l'ho tenuta tra le braccia.
L'ho baciata tante volte sotto il cielo infinito.

Lei mi ha amato e a volte anch'io l'amavo.
Come non amare i suoi grandi occhi fissi.

Posso scrivere i versi più tristi stanotte.
Pensare che non l'ho più. Sentire che l'ho persa.

Sentire la notte immensa, ancor più immensa senza di lei.
E il verso scende sull'anima come la rugiada sul prato.

Poco importa che il mio amore non abbia saputo fermarla.
La notte è stellata e lei non è con me.

Questo è tutto. Lontano, qualcuno canta. Lontano.
La mia anima non si rassegna d'averla persa.

Come per avvicinarla, il mio sguardo la cerca.
Il mio cuore la cerca, e lei non è con me.

La stessa notte che sbianca gli stessi alberi.
Noi, quelli d'allora, già non siamo gli stessi.

Io non l'amo più, è vero, ma quanto l'ho amata.
La mia voce cercava il vento per arrivare alle sue orecchie.

D'un altro. Sarà d'un altro. Come prima dei miei baci.
La sua voce, il suo corpo chiaro. I suoi occhi infiniti.

Ormai non l'amo più, è vero, ma forse l'amo ancora.
E' così breve l'amore e così lungo l'oblio.

E siccome in notti come questa l'ho tenuta tra le braccia,
la mia anima non si rassegna d'averla persa.

Benchè questo sia l'ultimo dolore che lei mi causa,
e questi gli ultimi versi che io le scrivo.




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n. 62 del 7.03.2001.
(fa così figo scriverlo che lo faccio anch'io)

Grazie a Giuseppe Cinà per l'header, anche se lui non lo sa (ancora)



"Se introduci un po' di anarchia...
se stravolgi l'ordine prestabilito...
tutto diventa improvvisamente caos.
Io sono un agente del caos.
E sai qual è il bello del caos?
È... equo!"


se lo dice lui, io ci credo


un attore immenso


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