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le luci fanno ricordare le meccaniche celesti


Diario


4 aprile 2008

Baustelle - Amen

Geniale.
Passano i giorni, le settimane, i mesi, e proprio non riesco a farne a meno.
I miei coinquilini ormai lo conoscono a memoria, tra i miei ascolti ripetuti fino alla nausea e ciò che si sono procurati...
Anche il mio "capo" (per quanto, ora, sia quello cazzone quasi quanto me) ne sta godendo.

Questo è un album coi controcoglioni.
Quelli che rientrano nella mia personalissima categoria "dalla prima all'ultima". Tipo Dark Side (e quasi tutti quelli dei Floyd, a 'sto punto), Ok Computer, What's The Story, Morning Glory?, Californication.
Sì, lo so, ho gusti abbastanza commerciali.

Ma questo album, osannnato da tutta la critica, arriva in un punto cruciale della mia vita.
Tutto cambia, tutto si evolve.
Anni passati vedendo la vita in un certo modo, poi improvvisamente fai esperienza e ti accorgi che certe cose non vanno come immaginavi.
Il che non è un male, è solo che la realtà è diversa da come ce la immaginiamo noi sprovveduti forse mai cresciuti, che non hanno esperienze di sorta.

Insomma, lo adoro.
Parto con la 3, il singolone. All'inizio non mi piace... o meglio, sì, la ascolticchio pure. Dieci ascolti, e diventa il pezzo più geniale del 2008.
Poi, tra Bordone e Macchianera, parlano a ripetizione di quella canzone sul liberismo e la fine di ogni ideologia, ma sempre da un punto di vista ironico e disincatato.
"Il liberismo ha i giorni contati", la 4.

Ok, 3 e 4, un loop soddisfacente.

Ogni recensione parla del ricordo di Alfredino. Che sarebbe la 10. Vabbé va, ascoltiamola. Vediamo 'sta grande commemorazione.
Tristemente dolce. La ascolti, e ti senti disperato in fondo a quel pozzo.
Ha ragione Mazzei quando dice "non la puoi ascoltare da solo, è troppo triste".
La disperazione di chi sa di aver fatto un errore forse irrimediabile, la paura di non poter più risalire.

3, 4 e 10. Struggente bellezza.

Su un blog leggo che la 6 potrebbe allontanare il pubblico "mainstream". Un verso come "Pasolini è morto per te, morto a bastonate per te" non potrebbe essere capito dal pubblico del Festivalbar.
Ok, mi dico, ascoltiamola anche noi.
Bellissima. "Baudelaire, yeah!" è un verso meraviglioso.

3, 4, 6 e 10. Ottimo.

Intanto, casualmente, passa la 7. "Atomi di tenrezza dei giorni qualunque". Mi commuovo, e decido di ascoltarla tutta. Un capolavoro.
Dentro c'è tutta la definizione di amore, dai prodromi, passando per tutte le meraviglie dell'attuazione, fino alla fine, ma sempre e comunque cosciente che qualcosa a volte scava un solco dentro di te, sempre e per sempre. E, anche se non vuoi, dentro di te quel solco è e sarà sempre riempito da un fiume.

3, 4, 6, 7, 10. Comincia ad essre interessante.

Anche perché la 2 è abbastanza beffarda da piacerci. E la 5, con la sua dolente tristezza, descrive bene questo momento. "Cosa resta di noi?"

2, 3, 4, 5, 6, 7, 10. Fottuto capolavoro.

E la 1? Dura talmente poco, si chiama pure "così sia", cioè la traduzione del titolo... pochi secondi di pianoforte, definitivi. Qualsiasi siano gli intenti, definitivo. Bella.

1,2,3,4,5,6,7,10. Questo canta come De André, a tratti ha le stesse idee, ma è molto più figlio di puttana. Adorabile!

E all'improvviso scopri la 8, che parla dei barboni extracomunitari di Milano. E, a parte l'esteriorità (sono in giacca e cravatta ogni giorno, cribbio!), ti ci riconosci in toto. "Non c'è sindacato, non c'è stato mai nessuno che mi ha amato tanto come questa notte, muoio, ho fame, amore mio... dice il governo che è passato ormai l'inferno, e ti ho sposato qui fra i topi neri e i fiori... il cranio ti ho baciato...". Bellissima specie perché, letta così, sembra macabra e surreale. Ma, se l'ascolti, ci senti tutta la tenerezza del mondo.
E comunque "amiamo i signori e le signore e il loro eterno roteare come agnello nel kebab..."

E l'Uomo del secolo? Come trascurare la 12?
"All'epoca mia, non usavi il cellulare" e altre amenità così.
Che sì, racconta di un'epoca andata, ma in realtà è una storia che si assolutizza in un attimo. E diventa l'archetipo di ogni cosa che era in un modo, è stata vissuta male, anche se in buona fede, e finisce in pace.

Anche se, forse, non vorrebbe finire.

Alle prossime puntate per le canzoni successive...


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permalink | inviato da eclipsed il 4/4/2008 alle 18:4 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
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